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Magnano
Magnan
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Il
suo vasto territorio si stende sui dossi e negli avvallamenti
morenici della Serra, cintato a nord da tre rii, Prajasse, Parogno e
Valle Sorda. Il centro del paese è situato sul fianco di un poggio
su cui sorgono la chiesa parrocchiale, il cimitero e dove era
edificato l’antico Ricetto medioevale. Magnano (locus o fondus
Magnani) era in antico abitato da calderai. Ne fa fede il
contratto rinnovato nel febbraio 1166 tra i ferrarii de loco Magnani
e i Canonici di S. Eusebio di Vercelli. Magnano fu feudo dei Vescovi
di Vercelli, i quali nel 1165 ne investirono gli Avogadro di
Cerriore unitamente a Zimone, venendo cosi’ a far parte della
castellania o consortile di Cerrione. |
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: . Nel 1204,
la Repubblica di Vercelli creò un Borgo franco chiamandolo “borgo
Petro” e dando l’ordine di distruggere il vecchio paese e di
spostare gli abitanti nel nuovo borgo. Ma la distruzione non avvenne
ed è solo piu’ tardi, dopo la dedizione a Casa Savoia (1373) che
gli uomini di Magnano abbandonarono il vecchio borgo per edificare
sull’altura intorno al Ricetto. Magnano
è stato un paese importante nel passato,ma purtroppo è andato
spopolandosi per diverse ragioni, non ultima l’emigrazione. Poche
erano le attività di falegname, fabbro e calzolaio, l’agricoltura
era poverissima e dava poco sostentamento alle famiglie.
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La maggior parte degli emigranti lavoravano nel campo edile seguendo
la tradizione di tramandare il mestiere di padre in figlio.
Nell’ultimo secolo il calo demografico è impressionante. Nel 1901
i residenti erano 2034, nel 1961 solo 611, fino ad arrivare ai 340
del 2001. Questo spopolamento del paese è dovuto in gran parte
all’esodo, oltre che all’invecchiamento senza un ricambio
generazionale.
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Il
flusso migratorio si può dividere in due grandi direzioni: la prima
degli uomini in Francia, Algeria, Svizzera, Nord e Sud America; un
secondo flusso interno stagionale e da parte delle donne verso le
risaie vercellesi, per un lavoro duro e faticoso che durava un mese,
quaranta giorni.
Il flusso verso Torino è stato intenso a partire dagli anni
’30, per crescere ancora nel dopoguerra. Erano soprattutto
muratori pendolari che rientravano il sabato sera e ripartivano la
domenica notte.
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Le
biografie dei Magnanesi sono 139 pari al 7,6% degli abitanti del
1911. Tra questi il 68.1% è emigrato negli Stati Uniti, il 20,8% in
Francia, il 3,5% in Africa, il 2,8% in Sud America, il 2,1% in
Svizzera ed il 2,7% negli altri paesi europei.
I cognomi piu’ diffusi sono Cullati, Flecchia, Tamagno, Ottino,
Carrera e Broglio. L’emigrante con la data di nascita piu’
lontana e Felice Giletti, nato nel 1861 ed emigrato negli Stati
Uniti nel 1903.
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