| |
Mongrando
Mungrand
|
|
| |
Le
tre frazioni del paese occupano un territorio relativamente vasto e
variegato. Ceresane, da tempo capoluogo, forma un nucleo compatto
intorno alla parrocchia di San Rocco, ai piedi di una collina sulla
quale sono raggruppate intorno al Borgo altre tre piccole borgate,
San Michele, Ruta e Graziano; Curanuova è un insieme di cantoni,
Maghetto in pianura sulla riva sinistra dell’Elvo, Trucco, Magnana
e Monticello formano un nucleo intorno alla parrocchia di Santa
Maria. Ad ovest il terreno è boscoso, con numerosi torrenti, ad est
si estendono campi delimitati dall’Elvo e dalle pietraie della
Bessa. |

|
|
| |

|
“Pòre
mungrandeis, i marce ‘s l’or e mòre ‘d fam”
ironizza un proverbio, riferendosi alle favolose riserve auree che
si nascondevano, e ancora si nasconderebbero, secondo la leggenda,
tra la lunga discesa di ciottoli ai margini della Serra. Ma le
condizioni del paese non dovevano essere molto floride come risulta
dagli Ordinati del 1648 in cui si dichiara che le inondazioni erano
calamità naturale frequente provocando ingenti danni alle
coltivazioni con gravi ripercussioni sull’economia locale. Nel
1729 si rimarca l’assenza di qualsiasi tipo di manifattura, ma la
presenza di 206 mastri da muro e 18 fornasari, con lavori stagionali
in Piemonte e zone limitrofe, e 66 tessitori di tela e qualche poca
mantileria.
|
|
| |
Pochi
anni dopo, si riferisce dell’esistenza in paese di sette
“martinetti” o magli, i primi probabilmente impiantati verso la
fine del Cinquecento. Quindi la comunità mongradese era divisa tra
la parte lavorativa stagionale che, come in altri paesi della Valle
Elvo, si recava in altre zone del Piemonte o in Francia, Savoia, per
ritornare in inverno, e la poca manifattura su telai a mano di
telerie per imprenditori come la ditta “Guabello Antonio e
fratello” forndata nel 1815. Otto erano anche le fucine, fabbri da
ranza, che occupavano 42 persone.
|
|
| |

|

|
|
| |
Verso la metà dell’Ottocento,
erano arrivate le macchine jaquard: nel 1870 ne erano in funzione
una trentina e la teleria Pistono ne istallò altre nel giro di un
decennio, finchè nel 1882 non adottò anche i primi telai
meccanici. La “Fratelli Finotto Siletti” fu fondata nel 1876
e nello stesso periodo apparve anche la “Guabello, Delpiano
e Colombo”. Questo fu anche il periodo della nascita delle prime
organizzazioni operaie e nel 1872 viene fondata la Società operaia
femminile. Molte erano le donne che sostituivano gli uomini nei
reparti tessitura, questi preferivano ormai cercare lavoro
all’estero.
|
|
| |
Malgrado
la presenza di queste telerie nel territorio del paese, la
popolazione di Mongrando regredisce tra 1901 ed il 1931 da 4274 a
3668. e gli assenti si fanno sempre piu’ numerosi. Sempre in
riferimento agli anni presi in considerazione passano da 252 (105
nel Regno e 147 all’estero) a ben 582 (130 nel Regno e 452
all’estero) a cui vanno aggiunte 174 persono considerate ormai
definitivamente residenti all’estero. La popolazione continuò a
diminuire fino agli anni Cinquanta
|

|
|
| |
Le biografie dei
Mongradesi sono 315, pari al 7,8% della popolazione nel 1911, e da
qui risulta che il 65,2% è emigrato in Francia, il 15,8% negli
Stati Uniti (soprattutto a Patterson), il 4,9% in Svizzera, il 5,2%
nel resto d’Europa, il 4,9% in
Sud America, il 2,7% in Africa, lo 0,8% in Asia e lo 0,5% in
Australia. I cognomi piu’ diffusi sono Vineis, Toso, Zanotti,
Capellaro, Bertinetti, Rossetti, Guabello, Siletti, Graziano,
Pistono. L’emigrato con data di nascita piu’ lontana nel tempo
è Luigi Porta Variolo, nato nel 1835 emigrato a Gap in Francia.
|
|
| |

|

|
|
| |

|

|
|
| |
 |

|
|
 |
 |
 |
|