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Muzzano
Muscian
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Località
non molto estesa, ricca di spunti panoramici ai quali si può
comodamente salire, offre una splendida visuale sulla pianura
biellese. La parte superiore, detta “la Salvina”, ha ampi
pascoli e fin dal passato è stata luogo di villeggiatura. A lato
del paese scorre il torrente Elvo, in dialetto Elf, di chiara
origine scandinava,poi la Janca, o Aglanca e Aglianca, che nasce dal
Monbarone ed il rio Omara. Malgrado la quantità di acqua, resta
evidente la scarsa produttività del suolo in termini economici sin
dal lontano Medioevo. |

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Dai “Testimoniali di Procura”
sono stati tratti due documenti che attestano quanto fosse difficile
continuare a trarre sostentamento dalla terra natia. “Per essere
questo luogo situato in montagna, carico di debiti privati oltre il
peso dei Ducali e Militari, la maggior parte dei particolari, mastro
da bosco e da muro, si assentano per mesi 9 circa l’anno per poter
ricavare Beni onde poter pagare i carighi, abbandonando li luoro
Beni esistenti nelle luoro regioni. Anno del Signore 1709 et alli 22
del mese di luglio in Muzzano”
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Solo
la proprietà dei pascoli alpini, personale o comunale, contribuiva
all’autosufficienza delle famiglie come pure i castagneti e
vigneti costituivano la ricchezza del paese. Quindi l’allevamento
del bestiame, i pascoli ricchi d’acqua, il raccolto del fieno ed i
prodotti caseari fecero si che quasi nessun pastore-contadino
tentasse una vita alternativa, non conoscendo altro mestiere.
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La vita in paese era diversa e da
qui emigrarono mastri da muro e da bosco, sternitori, calzolai ed i
primi tessitori. Dapprima la ricerca di lavoro fu verso il capoluogo
e la cintura torinese, raggiunti con un passaporto interno, poi
verso terre lontane, come Francia, Svizzera, in seguito America e
Africa.
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Lo
stato sabaudo fece ricorso alla manodopera biellese durante le
fortificazioni di Vercelli, nelle liste compaiono 5 uomini
provenienti da Muzzano. Malgrado ciò, il governo sabaudo non era
favorevole all’emigrazione e dal Regio Editto del 1794 risulta: Proibiamo
a qualunque siasi de’ Nostri Sudditi di qualsivoglia grado, stato,
sesso e condizione, di trasmigrare dai
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Le biografie dei
Mongradesi sono 315, pari al 7,8% della popolazione nel 1911, e da
qui risulta che il 65,2% è emigrato in Francia, il 15,8% negli
Stati Uniti (soprattutto a Patterson), il 4,9% in Svizzera, il 5,2%
nel resto d’Europa, il 4,9% in
Sud America, il 2,7% in Africa, lo 0,8% in Asia e lo 0,5% in
Australia. I cognomi piu’ diffusi sono Vineis, Toso, Zanotti,
Capellaro, Bertinetti, Rossetti, Guabello, Siletti, Graziano,
Pistono. L’emigrato con data di nascita piu’ lontana nel tempo
è Luigi Porta Variolo, nato nel 1835 emigrato a Gap in Francia.
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