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Pollone
Pulun
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Pollone
gode di una felice posizione geografica caratterizzata da un’ampia
apertura verso la pianura biellese compresa tra le colline mureniche
della Serra ed il verde colle della Burcina. Non si presenta come un
nucleo compatto, ma suddiviso in numerosi cantun: sono otto
quelli principali, partendo dal piu’ alto, Chiavolino, a quello di
Cangio , il piu’ basso e antico. |

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. Il centro amministrativo è la Vila.
A partire dalla seconda metà dell’800 Pollone, facilmente
raggiungibile con ferrovia e carrozza, era diventato un rinomato
paese di villeggiatura con importanti alberghi, trattorie, campi da
tennis e molte dimore private e signorili. E ancora oggi, Pollone è
un centro residenziale, sia per la presenza di manodopera locale e
per l’arrivo di nuovi proprietari delle antiche residenze
ottocentesche.
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Il territorio del paese fu
colonizzato da varie popolazioni, nordiche, liguri, galliche che nel
corso dei secoli bonificarono pascoli, regimentarono le acque,
sfruttarono quanto si poteva ricavare in natura, quali il pietrame e
legnami di vario tipo. Questi tipi di attività erano però
condizionati dagli eventi stagionali e per superare la povertà gli
uomini validi ricercarono occupazione nelle terre vicine, lasciando
alle donne la responsabilità della gestione familiare. Da queste
abitudini stagionali è nata l’attitudine al movimento migratorio
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A partire dai primi decenni del
1700 anche a Pollone nasce e si sviluppa l’industria
manifatturiera ad opera della famiglia Piacenza. Malgrado questa
nuova opportunità di lavoro, il movimento migratorio continua ad
espandersi. Da una rilevazione del 1751 si apprende che su 97
muratori emigrati all’estero dalla Valle Elvo, ben 50 erano
Pollonesi. Tale situazione rimane stabile fino alla rivoluzione
francese nel 1789 quando avviene un calo dovuto alle guerre in
corso.
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L’inizio dell’800 registra una
netta ripresa dell’emigrazione pollonese che interessa soprattutto
la Francia e la Svizzera, mentre verso la fine dell’800 e fino
alla Prima Guerra Mondiale si raggiungono paesi lontani, come
l’Argentina, il Brasile, gli Stati Uniti ed il Peru. Patterson con
le sue industrie tessili richiama un largo numero di nostri
concittadini La Prima
Guerra Mondiale frena l’emigrazione in genere e la situazione è
destinata a durare nel tempo sia a causa della crisi economica degli
anni Venti che per la politica avversa del ventennio fascista. Dopo
la Seconda Guerra Mondiale i pollonesi che ci lasciano sono sempre
meno.
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Le schede
biografiche di Pollone sono 114, pari al 5,3% degli abitanti nel
1911. Da queste si ricava che il 55,8% è emigrato negli Stati Uniti
(il 30,2% viene dal sito di Ellis Island ed il 25,6%
dall’emigrazione a Patterson), il 13,2% in Svizzera, l’11,6% in
Francia ed in Sud America, il 3,1% in Africa ed il 4,7% in altri
paesi europei. I cognomi piu’ frequenti sono Ramella, Coda e
Mosca. L’emigrante con data di nascita piu’ lontana nel tempo,
il 1851, è Francesca Coda emigrata negli Stati Uniti.
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