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Magnano.
Cenni storici e emigrazione
X e
XI secolo –
Magnano appartiene ai Vescovi di Vercelli. Viene edificata
la chiesa romanica
benedettina di San Secondo. Il mestiere principale degli
abitanti è quello del calderaio – 1165 – I Vescovi
concedono Magnano in
feudo agli Avogadro di Cerrione – 1166 – Un contratto
tra i "ferrarii
de loco Magnani" e i Canonici di S. Eusebio di Vercelli
prevede la
fornitura anche di "calderiam una de ferro" – 1191
– Arrigo VI con un diploma
conferma il possesso di Magnano ai Vescovi di Vercelli – 1204
– La Repubblica di
Vercelli istituisce un borgo franco a Magnano e lo chiama
"Borgo Petro", dal prenome del capo di un movimento
popolare, concedendo
agli abitanti di eleggere un Podestà. La Repubblica di Vercelli
si riserva il diritto di erigere nel punto più elevato della
Vaccarizza un
fortilizio a difesa dei suoi confini. Viene dato ordine di
distruggere il
vecchio paese attorno alla chiesa di S. Secondo e di deportare
gli abitanti nel
nuovo "Borgo Petro". La distruzione non avviene
perché osteggiata
dagli Avogadro di Cerrione – 1373 – Dedizione di
Magnano a
Casa Savoia. Restano feudatari gli Avogadro di Cerrione. Gli
abitanti cominciano
ad abbandonare il vecchio Borgo vicino a San Secondo e si
trasferiscono sull’altura
vicino al Ricetto – 1561 – Una parte del feudo
di Magnano viene
ceduta dagli Avogadro a Francesco Dal Pozzo, ma nel 1619
l’unità del feudo viene ricostituita – 1798 – Si
innalza nella piazza l’Albero
della Libertà – 1800–1900 – Magnano è un paese
densamente popolato
che basa la sua attività su una agricoltura povera (castagne,
granoturco, segale,
miglio, uva) e sul piccolo artigianato (falegnami, fabbri,
calzolai). I boschi danno buon legno da ardere e da lavoro.
Alcuni vasai
lavorano l’argilla locale e fabbricano stoviglie. Numerosi
sono i manovali
e i muratori. Nessuna industria si installa in zona. Gli uomini,
soprattutto i
muratori, cominciano a emigrare in parte verso Torino, in
parte verso la Francia – 1861 – Gli abitanti di
Magnano sono 1711 e crescono
a 2034 nel 1901. Ci sono nel paese, oltre alla parrocchia di San
Giovanni Battista,
diversi oratori sparsi per le borgate: San Secondo, San
Grato, San Rocco, San Vincenzo e San Sudario – 1911 –
Gli abitanti sono
scesi a 1841, a causa dell’emigrazione – 1961 – Con
l’esodo migratorio in
parte stagionale e in parte definitivo, gli abitanti scendono a
611, riducendosi a
un terzo in 50 anni. Le destinazioni dell’emigrazione sono
la Francia e gli Stati Uniti. I mestieri, il 68% nell’edilizia,
il 6% di
decoratori – Oggi – Gli abitanti attuali sono 380
circa. Moltissimi magnanesi vivono
nel Torinese, in Francia, Svizzera, Nord e Sud America.
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