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Le mostre sono
avvenimenti effimeri che vivono la vita breve del tempo in cui sono
aperte. Lo è la mostra sull’emigrazione dalla
Valle Elvo e dalla Serra negli ultimi due secoli, che nell’estate e
autunno 2006 apre i suoi battenti a Villa
Mossa in Occhieppo Superiore e poi a Biella nel palazzo della Provincia.
Questo catalogo vuole fissare nella memoria di chi visita la mostra una
storia importante, quella che gli emigrati ci
hanno affidato, con generosità e trepidazione insieme, fornendoci le
loro fotografie e raccontandoci la loro vita.
Storia di alcune migliaia di persone che per due secoli nella Valle Elvo
e Serra hanno scelto, o sono state costrette a
scegliere, di abbandonare temporaneamente la loro casa, i loro amici, il
loro paese, la loro nazione. Che hanno costruito
una nuova casa in un paese sconosciuto, che hanno cercato nuovi amici,
ma che hanno conservato tenacemente la
memoria del loro paese e la lingua della loro nazione.
Persone che talvolta sono state derise o disprezzate, che sono state
chiamate rital o macaroni, ma che con la testarda volontà
dei Biellesi sono riuscite a trovare un lavoro, a farsi rispettare, a
inserirsi in una nuova nazione e spesso a fare
carriera.
Questo catalogo è stato pensato per loro, per gli emigrati che hanno
visitato la mostra, per quelli che non hanno potuto
venire e per tutti coloro che desiderano conoscere cosa sia stata l’emigrazione
dai nostri paesi. Abbiamo scelto di
pubblicare solo fotografie lontane nel tempo per il loro fascino e
perchè sono memoria del periodo difficile e avventuroso
delle prime migrazioni. Molte altre sono esposte nella mostra.
Il catalogo, frutto di cinque anni di ricerca di un gruppo di trenta
persone che dal 2001 opera nell’Ecomuseo Valle Elvo
e Serra, concorre a rendere meno effimera la mostra perché aiuta a
conservarne la memoria.
Un grazie sentito agli emigrati, ai loro discendenti, ai componenti del
gruppo di ricerca, alla Fondazione Sella, agli sponsor.
E un arrivederci a presto perché la ricerca sull’emigrazione non si
conclude con un catalogo e una mostra, ma
prosegue in un Centro di documentazione e di ricerca sull’emigrazione
e sugli archivi familiari che l’Ecomuseo ha
aperto a Donato. Esso ha l’ambizione di acquisire e di conservare la
memoria del territorio e della comunità in cui
siamo nati e che desideriamo proporre ai nostri figli e nipoti come
motivo di riflessione, perché diventi per loro lo
strumento di una vita migliore.
luglio 2006 Gian Paolo Chiorino
coordinatore del "Progetto
emigrazione"
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