L’artigiano e l’artista

 

Attilio Biancardi è un artigiano del ferro che un poco alla volta è diventato un artista, ma ha continuato nella sua vita di lavoro ad abbinare l’una e l’altra attività.

La prima gli ha dato il necessario per vivere, la seconda solo in parte. Nella prima l’artista ha guidato il lavoro dell’artigiano permettendogli di presentare ai clienti disegni eseguiti con cura, che rendono bene l’idea delle opere che sarebbero uscite dalle sue mani. Nella seconda l’artista è stato libero di esprimere le sue idee, le sue sensazioni, le sue emozioni, cui l’artigiano ha assicurato la manualità, la profonda conoscenza della materia e del lavoro per plasmarla.

L’avere continuato le due attività, l’artigianato e l’arte, ha permesso ad Attilio Biancardi di non rinchiudersi nel suo mondo e nella sua ispirazione, ma di restare aperto ad ogni esperienza e ad ogni contributo. Di dare e di ricevere dal cognato pittore, dall’amico Guido Mosca che disegnò alcune sculture che poi egli eseguì, dall’architetto che voleva una scala o una balaustra per una casa, o una scultura per una cappella funebre o una chiesa, dal cliente che gli commissionava la testata di un letto o la base di un tavolo.

Biancardi non ha tralasciato l’artigianato perché aveva raggiunto l’arte, non si è montato la testa tentando tecniche strane o seguendo correnti artistiche estranee al suo essere. La sua modestia e il suo innato buon senso glielo hanno impedito.

Vale la pena, prima di presentare a colori le opere della sua maturità, di seguirne la crescita artistica con queste vecchie fotografie in bianco e nero dei suoi lavori in ferro e delle sue prime sculture. Non sono molte, perché Attilio Biancardi aveva poco tempo e troppo lavoro per costruirsi un’immagine o per farsi pubblicità.

 

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