Le tecniche utilizzate dall' artista  

La pietra, il marmo, il legno e soprattutto il gesso erano i materiali che Pietro Mosca utilizzava per dare vita alle sue creazioni.
Trattava i primi tre con la tecnica dell' "asportare" come diceva Michelangelo
"la parte in eccedenza che ricopre la scultura". Per attuare questa tecnica, occorre possedere conoscenza del materiale, perizia nell'uso degli attrezzi ed, in particolare, lunga esperienza che l'artista aveva acquisito in gioventù sotto la guida dello scultore Pietro Canonica.
È di marmo bianco di Carrara il fonte battesimale del santuario di Graglia, che un' accurata ripulitura ed un attento restauro hanno riportato all'antico splendore, evidenziando i dettagli e l'abilità del Mosca nell'eseguirli.
Nel duomo di Biella vi è l'esempio più bello di scultura lignea eseguita dall'artista: è la copia fedele, sia nella forma sia nei colori, della statua della Madonna di Oropa; quest'opera lo ha reso famoso con il soprannome di "Madonàt di Cep". Tecnica diversa richiedeva la lavorazione del gesso. Su un prototipo, solitamente in creta, il Mosca colava del gesso ricavandone uno stampo che divideva in sezioni smontabili, a seconda della forma dell'originale stesso. Successivamente ricomponeva queste parti, debitamente rinforzate con tela e supporti in ferro, ottenendo il negativo della forma eseguita in creta(l). Dentro questo stampo, precedentemente trattato con acqua saponata(2), colava uno strato di gesso di circa trequattro centimetri di spessore(3). Sul gesso ancora umido adagiava nei punti più delicati, come rinforzo, una tela di iuta a trama grossolana.
Numerose statue della Madonna di Oropa sono state realizzate dal Mosca con le modalità sopra descritte. Ad esse, inoltre, ha applicato lo stesso tipo di colorazione dell'originale. Alcune di queste sono ad Occhieppo Superiore, a Muzzano, a Pollone e a Ponderano.

                                       Busto in bronzo - in Occhieppo Superiore

                                                         Vaso in marmo di Carrara in stile liberty - floreale
                                     Busto in gesso della "Paulina"                                                 Modello in gesso per lo studio di un monumento ai caduti

                                                                                                                             Cimitero di Mosso Santa Maria. Scultura in marmo di Carrara


Per la creazione delle statue della cappella di San Giuseppe, essendo esemplari unici, l'artista non si è avvalso di stampi a sezioni smontabili, bensì è intervenuto direttamente sul gesso liquido, dimostrando abilità e sicurezza.
Inizialmente preparava alcuni disegni e modelli tridimensionali in scala, che mostrava al committente per averne il consenso.
Poiché mancano testimonianze dirette, per la descrizione della fase esecu
tiva del lavoro ci si è avvalsi del parere dello scultore e pittore Placido Castaldi e dello stuccatore Gianni Antoniotti. Il Mosca preparava, presumibilmente, una struttura portante per ogni statua, in legno o in ferro, secondo le dimensioni della stessa. Su di essa adagiava e modellava con molta rapidità e destrezza una tela di iuta, precedentemente immersa nel gesso liquido il quale, asciugan­do, presentava la sagoma approssimativa della statua.
Questo procedimento veniva ripetuto per le diverse parti dell' opera(4). Successivamente l'artista stendeva uno strato sottile di gesso morbido che veniva modellato a seconda delle forme da conferire alla figura. Alcune parti della statua, come il panneggio degli abiti, erano di facile esecuzione, altre, in particolare quelle anatomiche (volto, mani, braccia) richiedevano più interventi. Si pensa che il Mosca per queste ultime aggiungesse uno strato di gesso superiore al necessario per poi asportare, con appositi attrezzi, parti eccedenti prima che il gesso fosse totalmente in presa. Con questa tecnica riusciva a modellare anche i più piccoli particolari. Infine con un ferro caldo conferiva al gesso un aspetto marmoreo. Su desiderio del committente, alcune opere del Mosca, modellate in creta, vennero fuse in bronzo, aumentandone in tal modo sia il valore, sia la durata. In bronzo è il monumento ai caduti di Vallemosso e qualche statua cimiteriale.

                                                                                                Piero Salza

Note

(1) Questa tecnica veniva adottata quando l'artista prevedeva di eseguire più copie del lavoro poiché la divisione dello stampo in sezioni smontabili permetteva di utilizzarlo più volte.
(2) L'acqua saponata aveva la funzione di evitare che il gesso della copia aderisse alla superficie dello stampo, facilitando in questo modo l'apertura dello stesso.
(3) Per ottenere tale spessore, era necessario muovere e motare lo stampo perché il gesso, anco­ra liquido, vi aderisse.
(4) Si ipotizza che il lavoro venisse frammentato in diversi momenti poiché il gesso, asciugando in fretta, consentiva un limitato tempo di esecuzione.

 

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