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ATTRAVERSANDO |
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Arrivo da Occhieppo Inferiore dove mi ha lasciato la carrozza o, anni più tardi, la tramvia elettrica. Il rettilineo, inghiaiato e con sciunte sparse, è lungo: sosto sotto le due querce dove trovo all' ombra altri viandanti. Al rol d'la stra nova è sempre stato luogo di sosta e di incontro. |
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Arrivo
al rondò, l'ingresso del paese, e faccio
una breve deviazione a sinistra per dare un'occhiata a San Sebastiano
ove passava la strada vecchia. Chiesa allora tenuta con rispetto e non
ridotta come è oggi, sconsacrata, con un condominio costruito a pochi
metri e le piante che crescono sulla sua bella facciata barocca. |
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Proseguo
per la Via Maestra: a sinistra, quello che ora noi chiamiamo Asilo
Vecchio. A destra, il portico Sut l' ala dove gli uomini che
chiacchieravano sul sagrato della chiesa si rifugiavano quando pioveva. |
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Bastano pochi passi: sulla destra appare il bel campanile barocco di S. Elisabetta, del 1639. La chiesa fu sede di una delle Confraternite di Occhieppo, quella della Visitazione. Sulla sinistra la lunga facciata di Villa Mossa ed il postino. |
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Proseguo per la Via Maestra e arrivo al Pase't, luogo ancor oggi abbastanza inalterato, anche se il passaggio di una vacca col carro come quello del signor Pivano, detto Fiurìn, è da ritenersi altamente improbabile: potrebbe spaventare gli automobilisti. |
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La
Via Maestra continua ed arriva al municipio-scuola-posta-alloggio del
messo: tutto in un unico edificio che bastava al numero ed alle esigenze
degli abitanti di allora. Sulla sinistra, in questa nitida foto di Bogge,
il cancello di Villa Negri con i grandi abeti del giardino. |
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| Fotografie dagli archivi delle famiglie di Occhieppo Superiore. Testo di Gian Paolo Chiorino |
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Il testo completo del capitolo "Attraversando Occhieppo Superiore" si trova da pag.51 a pag.60 del volume unico "Sut l'ala". |