I bambini in famiglia

 

Issato in cima ad una sedia o ad un tavolo per essere all'altezza della situa­zione e dell'obiettivo, con il vestito un po' lungo e un po' rigido della festa, probabilmente intimorito dall'ambiente e dai baffi del fotografo.
     Situazione sfavorevole per ritrarre un bambino con uno sguardo allegro ed un bel sorriso, quale certamente aveva mentre giocava con gli amici in una strada di Occhieppo.
    
Non conservo un piacevole ricordo di quando, bambino anch'io con genitori, fratelli, nonni, cugini, zii e zie, in posa nello studio di Rossetti o di Martinero, si facevano le fotografie di famiglia.
     Il bambino č spontaneo e difficilmente sa posare per una foto ufficiale. L'adulto č diverso: lo dimostra in molti ritratti pubblicati su questo libro, con pose spesso studiate perché permesse dai tempi lunghi di preparazione del fotografo d'allora.
    Chi aveva una certa vis comica, tipo gli Occhieppesi, ne traeva diletto e rendeva estrosa la foto esprimendo attraverso di essa parte del suo carattere.
    
La nostra serie di ritratti dei bambini occhieppesi inizia con quelli, appunto, issati su tavoli e poltrone.
     La prima fotografia č di Arturo Borsetti, eseguita nell'anno 1913 da Delfino Mosca detto Tlech, fotografo dilettante occhieppese con studio nella casa natale di Carlo Bernardo Mosca. A forza di alzare il soggetto, il piccolo Arturo č venuto a trovarsi sopra l'obiettivo, con i piedini in primo piano.

    Di otto anni dopo, 1921, questa nitidissima foto dello Studio Rossetti, avuta dalla Fondazione Sella, della bambina Nilla Borsetti seduta su di una calda pelliccia.

        Ancora di Rossetti e Fondazione Sella la fotografia del 1930, che ritrae Giorgio Ramella Pezza, dall'aria seria e pensierosa, distintamente sistemato su ricca poltrona

      Non sono in posa invece la bisnonna Agnese e la pronipote Nidia Mosca, in questa foto del 1917 ad Occhieppo Superiore. Manca ugualmente il sorriso: la bisnonna troppo seria, un broncio tempo­raneo o i baffi del fotografo?

Sotto il cartello della gloriosa Menabrea, nel 1914 si fa ritrarre la famiglia Bullio-Frassati con ottimo risultato estetico e figurativo, con grande serietā e compostezza.
     Il vestito bianco dei due bambini risalta su quelli scuri degli adulti.

 

Del periodo della prima guerra mondiale, con due soldati in licenza dal fronte ed il bambino dal grande fiocco bianco fiero in mezzo a loro, č questa foto scattata nel cortile di una casa occhieppese al numero 6.
      Il bambino č realmente circondato dalla sua famiglia: i due nonni seduti alle estremitā, la mamma e le zie, il papā e lo zio soldati e lui in mezzo.
     Nulla sembra mancare all'equilibrio di questa fotografia che č armonica ed incorniciata da uno sfondo genuino: il terrazzo con la ringhiera, la gabbia del canarino, il nespolo, l' acciottolato, la vite che scende.

Con l'aria tranquilla di chi vive in cascina ed č fotografato sul posto e non nello studio del fotografo, ecco i sei figli, due sono gemelli, di Lorenzo Pidello nel 1931.
     
Moglie robusta e famiglia numerosa, tante future braccia per coltivare la terra che č bassa e faticosa. Il paiolo della polenta ed un bottalino di vino promettono il mangiare ed il bere.

 

Fotografie dagli archivi delle famiglie occhieppesi. Testo di Gian Paolo Chiorino.

Il testo completo del capitolo  "I bambini in famiglia" si trova da pag.238 a pag.247 del volume unico "Sut l'ala".

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