Il divertimento

 

Dai racconti di paese, risulta che gli Occhieppesi di questo ultimo secolo erano ironici e un po' mattacchioni, sapevano organizzarsi e divertirsi, amavano lo scherzo talora anche pesante e il motto pungente.
     Non risparmiavano
i difetti o le manìe dei compaesani e appioppavano a ciascuno di loro gli azzeccati stranòm.
     La vita non era sempre facile e l'ironia aiutava nella difficoltà. Con il loro buon senso avevano compreso che il riso fa bene e aiuta nei fastidi, che recitando, cantando, suonando insieme ci si conosce meglio e ci si dà una mano; che forse erano preferibili lo scherzo o l'ironia un po' pesante al pettegolezzo gentile.
     Probabilmente tutti i Biellesi, tra metà Ottocento e metà Novecento, si comportavano così. Gli Occhieppesi, nell'ironia e negli scherzi, li superavano tutti.
    
Molti ricordano ad esempio il trio formato dal Gat, il Rat e il Fuìn, che negli anni '20 vivevano nella stessa corte insieme al Falche't ed al Berta.
     Era il cortile degli stranòm animali, ove si elaboravano scherzi un po' pesanti di cui anche il parroco di allora, don Zola, fece le spese.
     Nel nostro paese a quei tempi non c'era solo lo scherzo rude ma spesso anche l'ironia sottile. C'erano i mattacchioni e c'erano quelli che stavano di più in compagnia che a casa. C'erano gruppi spontanei, nati all'insegna e con gli scopi più diversi: fare teatro, carnevale, bere, mangiare, suonare, cantare, andare in montagna insieme. Ogni motivo era buono per riunirsi e stare in compagnia, più di oggi in cui il senso di appartenenza al paese è più labile e minori sono i centri e i motivi di aggregazione.
    
Con una bella sequenza di due fotografie del 1903 "Una partita interessante" e "Gioco che finisce in tragedia ", inizia questa sintetica carrellata di divertimenti occhieppesi che si concentra, in questo capitolo, soprattutto sul teatro. Gli altri aspetti del ritrovarsi insieme ad Occhieppo sono ricordati in altri capitoli del libro, specie quelli sui gruppi, sulle gite e sulla parrocchia.

Sequenza di due fotografie del 1903 "Una partita interessante" e "Gioco che finisce in tragedia ",

       L'ambiente è perfetto per una recita teatrale: sulla destra l'angolo tra la chiesa e la casa, con l'osteria e l'arco dell' androne; a sinistra la quinta di sfondo della Società Operaia, i ciottoli del cortile e quelli in curva della strada.

    Siamo ormai nel dopoguerra con la foto, del 1953, di un tipo eclettico e ben conosciuto in paese, Antonio Cerruti detto Cerutìn, attore nella filodrammatica di Occhieppo Superiore e prestigiatore, che ogni tanto appare in questo libro.

Il testo completo del capitolo  "Il divertimento" si trova da pag.271 a pag.283 del volume unico "Sut l'ala".

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