I mestieri


Giovanni Lorenzo Pozzo, detto Scino, e sua nuora Ernesta fanno il fieno nei prati
di Occhieppo Superiore nel 1910. Lui col
forcone, lei con il rastrello di legno e la gerla carica.
Il primo mestiere degli occhieppesi
era, allora, quello del contadino.

 

Sopra, due mucche a tirare l'aratro negli anni '30 vicino a via Cimitero. Lon­tani, il Santuario di Graglia, S. Carlo dov' era il rifugio dell 'Associazione Escursionisti Occhieppesi e la cresta del Mombarone.

Anno 1912, nitido gruppo di contadini nell' aia della Cascina di Bonavalle, già di proprietà Tua e Bullio, poi donata al Ve­scovado di Biella. Il fabbricato di fronte c'è ancora oggi, quello a destra non più. La famiglia fotografata è quella degli Ste­sina, con il proprietario della cascina Ora­zio Tua.
     In questo quadro corale di vita conta­dina sono presenti gli uomini, le donne, i bambini; il verderame, il rastrello, la sco­pa di saggina, il secchio, la mola. E, natu­ralmente, il vino.

 

  1 - Stesina Maurizio (Camillo Da Mont)
 
6 - Tua Orazio (proprietario della cascina)
 
9 - Stesina Giuseppina
10 - Croce Maria vedo Stesina
11 - Stesina Marina
13 - Masserano Agostino (Ar­gip)
18 - Sfratta Giuseppe
19 - Stesina Mario (caduto in guerra)
20 - Masserano Stanislao (detto Lao)
21 - Stesina Flaminio

Dopo i contadini, un mestiere tipico degli occhieppesi fu quello dei decoratori. Iniziarono come semplici imbianchini, poi più d'uno, Lorenzo Mosca, Attilio Mosca e Alberto Fortunato Tua Rossino per esem­pio, scoprirono il disegno e la pittura e si specializzarono nella decorazione di sof­fitti, di sovrapporte, di pareti, di fondali. Fino a dipingere, come i Mosca, anche quadri.
     Tre vite diverse le loro, tutte nel segno dell'arte e dell'originalità.
     Attilio Mosca (Lorenzo morì giovane) rimase qui e decorò molte case di Oc­chieppo. Alberto Fortunato Tua Rossino cercò fortuna all'estero: nella foto è con un gruppo di decoratori e muratori, tutti occhieppesi, che partirono insieme nel 1890.

Un mestiere tipico, soprattutto a Galfione,fu quello dei calzolai, di cui vediamo un gruppetto con predominanza dei Vi­gna. Non girano bottiglie di vino ma, si dice, erano ottimi bevitori.

l - Vigna Guglielmo
2 - Tua Palmiro
3 - Perroni Eugenio
4 - Vigna Francesco
5 - Vigna CIelo

 

Stesso anno, 1914, della foto prece­dente: la scuola di taglio e cucito prepara le ragazze ad un altro mestiere tipico oc­chieppese. Due vecchie Singer, un cestino, un libro in mano, una bambina seduta, sguardi fermi e sereni delle allieve.
      Sanno di avere un mestiere in mano, da esercitare in proprio o nei maglifici occhieppesi

Un artigiano non occhieppese, ma che frequentava regolarmente Occhieppo: l'ombrellaio, forse del lago d'Orta, che nel 1925 presenta Sut l'ala la sua produ­zione alla signora Garizio e ritira gli om­brelli rotti da riparare.

Ed infine un mestiere che è quasi arte, raro, ma non unico, ad Occhieppo: il fotografo Franco Bogge ritratto nel 1930 alla "Cheminée" del Cervino con la sua grossa macchina foto, entrambi assicurati da ro­busta corda. Bogge fu il più noto fotografo occhieppese, con laboratorio sulla Via Maestra di fronte a Palazzo Mossa

Fotografie dagli archivi delle famiglie di Occhieppo Superiore. Testo di Gian Paolo Chiorino.

Il testo completo del capitolo "I mestieri" si trova da pag.76 a pag.83 del volume unico "Sut l'ala".

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