I mezzi di trasporto

 

Il "cavallo di San Francesco" è stato per secoli l'unico mezzo utilizzato            dall ‘Occhieppese per muoversi per le vie del suo paese, delle frazioni, dei campi o giù fino ad Occhieppo Inferiore ed a Biella.
    Le strade erano strette, sterrate, tranquille, immerse in un silenzio rotto dalle voci dei passanti, dai saluti di casa in casa, talvolta dalle urla di qualche discussione accesa.
    Chi transitava a piedi era squadrato e salutato da coloro che stavano davanti alle case e lungo la strada, seduti od in piedi, a chiacchierare e ad osservare il passaggio.
   
Per cui il nostro viandante raccoglieva brandelli di discorsi e camminando pensava in cuor suo a quello che aveva sentito.

         Per il contadino occhieppese, dopo il "cavallo di San Francesco", il secondo mezzo di locomozione è stato il carro. Tirato dall'asino, dalla mucca, dal cavallo (non quello di San Francesco), passava tranquillo per la Via Maestra che, da sterrata, si attrezzò con le lose, l' acciottolato e i paracarri.

    Dalle due alle quattro ruote. 1905: una delle prime auto, guidata dall' occhieppese Alfonso Tua, ha raggiunto Oropa.

            Cosi, nell'immediato dopoguerra, si vede passare un po' ansimante per le vie di Occhieppo Superiore questo camioncino Fiatmalandato, targa VC 17471, stracarico di sacchi di carbone di legna che la segheria Girelli produceva con carbonaia nel cortile e distribuiva porta a porta per il riscaldamento delle case.
            Niente bruciatori, gasolio, termostati: si viveva a 10° in casa d'inverno e venivano i geloni. Le idee stavano al fresco e forse erano un po' meno pigre ed ammuffite di oggi.

 

Fotografie dagli archivi delle famiglie occhieppesi. Testo di Gian Paolo Chiorino.

Il testo completo del capitolo  "I mezzi di trasporto" si trova da pag.284 a pag.289 del volume unico "Sut l'ala".

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