Ordini et Statuti

della Comunità et huomini di Uchieppo Supperiore fatti dell'anno 1608 li nove di marzo

 

Premessa

    Abbiamo ritenuto utile che questo libro riportasse una presentazione ed un estratto degli Statuti di Occhieppo Superiore, per due motivi.
   
Il primo è quello di incuriosire il lettore e di stimolarlo ad approfondire l'argomento, leggendosi in originale il volume curato da Don Crovella..
   
Il secondo è quello di proporre il lungo elenco dei nomi dei capifamiglia, intervenuti nel 1608, con l'intenzione di indurre gli occhieppesi alla ricerca dei loro antenati di quattro secoli fa e del loro albero genealogico.


Anno 1960 - Veduta aerea di Occhieppo Superiore

 

Il 9 marzo 1608 la popolazione di Oc­chieppo Superiore, avvisata secondo il solito con il suono della campana e dal camparo comunale Gio. Maria Carta, veniva convocata in adunanza plenaria sotto il coperto delle case del comune.
      Erano presenti come testimoni Martino Bocca e Antonio Vigliani di Pollone; il pode­stà di Biella e suo mandamento, di cui faceva parte Occhieppo Superiore, sig. Amedeo Cap­poni dottore in leggi; Bernardo Ricca e Ga­spardo Zocco consoli della comunità; i creden­zieri Battista Borrino, Vercellono Frassati, Pietro Canova, Bartolomeo Calanzano, Ver­cellino Tua Boz, Bartolomeo Tua Pantaleon, Giovanni Tua Vigna; i Priori di S. Spirito Giorgio Mosca e Stefano Frassati; inoltre no­vantasei capi di casa.
      Tutti quanti, ascoltati i capitoli dei nuovi statuti, letti ad alta voce dal notaio Cristoforo Olivetti segretario del comune, unanimi et concordi, niuno descripante, li approvarono a laude et gloria del summo et etterno Iddio, della gloriosa Vergine Maria e del beato San­to Steffano prothomartire loro protectore in cielo, promettendo di osservarli inviolabil­mente sì per il benefitio publico che dil parti­colare, per la conservatione della pace, quette et tranquillità di esso loco et per evittar molti abusi che nascino et potranno maggiormente nascer al venire.
      Nello stesso tempo veniva data ai consoli piena autorità di mandar da Sua Altezza Sere­nissima et supplicarla per la confermatione di essi.
      Di tutto stendeva pubblico strumento il notaio Tomeno Rosolate di Biella, sottoscri­vendolo di propria mano per fede della verità.
      Il 5 settembre dello stesso anno veniva emanato il decreto di confirmatione da parte del duca Carlo Emanuele I di Savoia e inviato alla comunità di Occhieppo Superiore con le aggiunte e le correzioni dell'avvocato patri­moniale Giovanni Antonio Galleani.
       Gli statuti di Occhieppo Superiore sono conservati in un codice cartaceo manoscritto del sec. XVII, appartenente all' Archivio Tor­rione di Biella. Misura mm. 303x205 ed è composto da tre quinterni, il primo di fogli 2, il secondo di fogli 20, il terzo di fogli lO, racchiusi in due fogli doppi, che fanno da copertina. Il tutto è cucito con spago a forma di quaderno.
      Aggiunti agli statuti e cuciti nello stesso fascicolo, si trovano, subito dopo i primi due fogli della copertina, alcuni documenti allegati.
        Il primo allegato, parzialmente mutilo al­l'inizio, è un ricorso della comunità di Oc­chieppo Superiore al duca di Savoia circa alcune irregolarità nelle elezioni dei consoli, dei credenzieri e dei priori, cui è unita la risposta del duca Carlo Emanuele I in data 18 maggio 1607.
      Il secondo contiene la domanda fatta dalla comunità al duca per l'approvazione degli statuti, le deduzioni dell' avvocato patrimonia­le e il decreto di approvazione di Carlo Emanuele I.


Estratto da V. Crovella, Statuti di Occhieppo Superiore, in "Quaderni di cultura biellese", n.l, Biella 1976.

 

Il testo completo del capitolo degli "Ordini et Statuti"  si trova da pag.68 a pag.75 del volume unico "Sut l'al


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