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Leonardo
Gianinetto
Il
ricordo delle belle, ma sempre affrettate passeggiate mattutine, (
sarebbe più giusto dire antelucane perchè alle sei ero già in macchina
per uscire di città ), che un tempo facevo per" portare fuori"
il mio cane, - per l'esattezza un bel pastore tedesco, di sesso femminile,
tanto fisicamente robusta quanto ben dotata di fiuto e di carattere
- mi
ha sospinto a ripercorrere in questi giorni autunnali uno tra i tanti
itinerari che in quel tempo feci.
La
scelta, per la vicinanza a Biella, cadde sul percorso Occhieppo Inferiore
Cappella Santa Barbara - Verdobbio.
Portatomi
sulla strada per Pollone e parcheggiata la macchina sullo slargo che si
apre un centinaio di metri o forse meno dopo la concessionaria CAB, mi
incammino sulla strada sterrata che ha inizio all'estremità meridionale
di questo slargoparcheggio.
Subito
incontro un antico cascinale: lo evidenzia un tratto del vecchio muro,
forse di recinzione dell' aia, con la vuota occhiaia del portone
d'entrata, sagomata ad arco, decorata da lesene in mattoni.
L'imposta
architettonica, il semplice disegno delle due lesene ed il sapiente uso
dei materiali del tempo che fu - pietre e mattoni pieni - denotano
l'abilità del capomastro e nel contempo sottolineano la giusta ambizione
del proprietario che, senza indulgere a fronzoli, preziosismo od elaborate
pacchianerie, voleva proteggere la laboriosità della sua famiglia
patriarcale, tutta dedita alle molteplici attività agricole e certamente
animata da un sano concetto di risparmio.
Più
addietro, separato da uno spazioso cortile, a contrasto con la
caratteristica reliquia della più antica costruzione, un moderno
capannone prefabbricato, con strutture in conglomerato cementizio, racchiude
sotto la sua copertura il preesistente fabbricato rurale, opportunamente
privato del tetto. |