Tradizione orale:
 i racconti di nonna Margherita

Daniela Sobia

 

Nonna Margherita Caneparo, classe 1886, era una gran bella donna: occhi smeraldini sotto i capelli corvini folti ed ondulati, figura snella di cui andava orgogliosa.
     Caratteristica questa che lei e la sorella Benedetta, autoridottasi a "Detta", anche nella biancheria del corredo usavano con un'apertura mentale inusuale per i tempi.
     Nonna Margherita era però nata per la famiglia ed in essa si realizzò, mentre zia Detta era una vera "libertina" e della sua vita parlava senza falsi pudori.
     Diceva: "Avevo la nonna in casa, solo io avevo deciso di non sposare, ma nello stesso tempo di non divenire una zitella inacidita. Bisognava lavorare duro, a Ca dai Vigna (ora Maggia), eppure volevo ed ho sempre tenuto un brandello di vita tutto mio. A Galfione, la ciuenda ne sa qualcosa, ma non facciamo nomi, non sta bene.
     Poi avevamo i cugini ricchi a Milano, proprietari del Grand Hotel Terminus, che mi invitavano sempre. Lì conobbi Tonio, un celebre giornalista, che rivedevo ogni anno per un mesetto, anche quando eravamo già vecchi".
     Sorrideva, zia Detta, ormai con i capelli ricciuti bianchissimi, ma sempre profumata e linda.
     Gli ultimi anni, prima che morisse, mi faceva pena. Giocava tra le pareti a specchio e chiamava: "Detta, Detta, dove ti sei nascosta?", mentre io ero alle sue spalle.
     "Quando lui se ne è andato, io non sono tornata più a Milano e sono diventata vecchia anch'io".

Nonna Margherita, nata nel 1886

La seconda guerra raccontata da mamma Gilda.
Daniela Sabbia

Occhieppo Superiore, 1945 ­Funerale di partigiani



La guerra

    Sarebbe meglio intitolare "Le guerre", visto che nell'ultimo secolo, di cui abbiamo trovato negli archivi delle famiglie occhieppesi documenti e fotografie, purtroppo di guerre ne sono state combattute molte.
         Due hanno dominato il triste scenario di morti, di feriti, di dispersi, di dolori: la prima e la seconda guerra mondiale. L'elenco dei caduti di Occhieppo Superiore è lungo e riportato sulle lapidi della scuola e del monumento ai caduti.
         Sono trascorsi cinquant'anni di pace, il dolore si è un po' attenuato, ma è ancora vivo nei ricordi di molte famiglie occhieppesi. I lineamenti di un volto caro sono annebbiati dal tempo, ma le sue fotografie in divisa militare lo riportano con chiarezza alla memoria.
         Sono le stesse fotografie che con il riserbo di un dolore vero alcune famiglie ci hanno dato e che con la dovuta delicatezza pubblichiamo in questo libro. Accanto ad esse abbiamo messo quelle dei militari occhieppesi in tempo di pace, certamente più serene e a volte anche allegre.

    Così Lorenzo Pidello, nel 1885, in una foto molto vecchia scattata ad Udine dove svolgeva il servizio militare.

Chiudiamo con una foto di partigiani in parte occhieppesi, comandati da Bruno Salza "Mastrilli". La sicurezza un po' guascona di questi ragazzi ha ridato sicurezza agli italiani sconfitti.



Fotografie dagli archivi delle famiglie occhieppesi. Testo di Gian Paolo Chiorino

 

Il testo completo del capitolo  "Tradizione orale: i racconti di nonna Margherita" si trova da pag.248 a pag.263 del volume unico "Sut l'ala".

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