"Villa Mossa" ad Occhieppo Superiore

 

Gabriella Sasso

        Questo articolo ha come tema il complesso architettonico di "Villa Mossa ", situato nel centro storico del paese, a poca distanza dalla Chiesa parrocchiale.
      Nel suo genere l'edificio è fra i più belli ed interessanti del Biellese, per il carattere stilistico che lo inserisce nella tradizione delle ville piemontesi della seconda metà del Settecento.
      Anche se non è mai stato oggetto di interesse da parte di studiosi, è senza dubbio un monumento che merita attenzioni sia dal punto di vista della conoscenza, che da quelli non meno importanti della "tutela" e del "recupero".
    
In questo breve spazio si riportano alcuni stralci della ricerca, effettuata in sede di Tesi di Laurea su "Villa Mossa" nell'anno
1988 (1).

Villa Mossa ad Occhieppo Superiore.

Notizie storiche su "Villa Mossa"

      Villa Mossa costituisce un esempio di ar­chitettura civile del periodo tardo settecentesco.
     La proprietà era di una famiglia benestante che univa attività commerciali (in alcuni manoscritti d'archivio si parla di botteghe situate al piano terreno) ad attività agricole gestite da mezzadri del luogo; non si trattava di residenza di tipo rurale, pur insistendo in un contesto prevalentemente agricolo.
     I contributi per la conoscenza del monu­mento e la possibilità di definirne cronologica­mente le vicende, dall'ideazione e la costruzione, fino alle trasformazioni più recenti, non hanno dato riscontri precisi.
     I riferimenti più certi sono stati l'Archivio di Stato di Biella e soprattutto 1'Archivio comunale di Occhieppo Superiore, dove la con­sultazione dei registri del Vecchio Catasto sulle mutazioni ed i trasporti di proprietà ci ha permesso di giungere ad un'ipotesi di datazione intorno all'anno 1770.
     Ulteriori ricerche estese all' Archivio parrocchiale de1luogo, a bibliografie specifiche ed a trattati di storici locali, non hanno purtroppo portato notizie di rilievo.
     Ritornando alle fonti più attendibili, si ricordano i libri del "Vecchio Catasto" sulle mutazioni di proprietà ed il Sommarione (2) del 1745 che fa fede alla Mappa del Vecchio Catasto datata 1778.
      In quest' ultima è stato possibile indivi­duare quelle che all'epoca erano le proprietà della famiglia Mossa, all'interno del rione denominato "Villa" (il concentrico di Occhieppo).

Villa  Mossa - Prospettiva dal giardino. Si notano la torretta e la  sala della musica.

Riconoscimento storico-tipologico del com­plesso architettonico

        L'immagine di Villa Mossa, nella dimen­sione del piccolo paese, è quella di edificio aulico con l'incisiva caratterizzazione di un ruolo di rappresentanza. Ancora oggi, nel con­testo urbano attuale, presenta fortissimo il ca­rattere di fabbrica isolata, con ampi terreni collegati alla cellula edilizia, ed appare sostan­zialmente poco modificata rispetto al suo as­setto di formazione.
       L'epoca di costruzione della "Villa Mos­sa" pare, come detto, riconoscersi nella secon­da metà del XVIII secolo, con l'aggregazione alla proprietà di una notevole estensione di territorio da collocarsi, forse, nel più generale fenomeno della concessione di nomine nobi­liari da parte dello stato sabaudo, che assume così, nel Settecento, e in particolare tra gli anni 1771-1773, una grande quantità di neotitolati, attingendo dalla medioalta borghesia dotata di solido patrimonio, per fare fronte alla crisi economica del momento.

Villa Mossa - Prospetto sud ­ovest, con l'alloggio padronale e l'ingresso dalla Via Maestra.

Identificazione di caratteri morfologici e costruttivi

      Villa Mossa presenta fortissimo il caratte­re di fabbrica isolata in un contesto originaria­mente omologo, con ampi giardini collegati alla cellula edilizia.
     Questo tipo di palazzo di pieno Settecento, configurandosi come segno emblematico del­l'alta borghesia, ed insieme come investimen­to da reddito, si accompagna quasi sempre alla presenza di maniche secondarie, collegate strut­turalmente e morfologicamente al corpo prin­cipale e destinate ad affitto. Quello che in termini tecnici viene chiamato "rapporto fra cellula e lotto" (e cioè il rapporto fra la parte edificata del complesso ed i terreni sui quali tale parte edificata insiste) risulta caratterizzato da:
1) lotti di notevole dimensione;
2) cellula di originario uso centripeto, con
importanti affacci su strada;
3) corte principale come spazio progettato collegato al sistema di       rappresentanza;
4) presenza costante di cortili secondari con scuderie e "carrozzere";
5) presenza di giardin

      I caratteri strutturali e costruttivi si caratterIzzano per

1) regolarità nelle strutture murarie;
2) orizzontamenti voltati ai piani superiori;
3) materiali costruttivi nobili in tutta la fabbri
ca;
4) tetto in coppi su impianto regolare;
5) apparato decorativo a "stucco".

     
L'organizzazione del sistema distributivo si configura con:

1) la posizione dell'androne preordinata sia rispetto al sistema androne-atrio-scalone-sala di rappresentanza, sia, spesso, rispetto all'or­ganizzazione dello spazio di relazione pubbli­co;
2) una forte ricerca di assialità nell'impianto complessivo;
3)una forte rigidezza nella sequenza del siste­ma di rappresentanza.

  Localizzazione di Villa Mossa all'interno dell'insediamento urbano

       Il complesso architettonico di Villa Mossa sorge sulla strada principale Biella-Sordevolo, la "Via Maestra" costruita nel 1863, che per­corre l'abitato di Occhieppo Superiore da un estremo all'altro, tagliandolo praticamente in due.
     Lungo tale direttrice principale, sia verso monte, sia verso i declivi sotto stanti, si scopre, da ogni angolo del paese, la presenza della torretta, quasi a voler creare un riferimento al nucleo urbano di più antica realizzazione che è il rione "Villa".

Il testo completo del capitolo  "Villa Mossa " si trova da pag.114 a pag.123 del volume unico "Sut l'ala".

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